
È appena uscito il libro PAROLE E GESTI DI CURA. Le autrici sono M.Angela Bertoni, Kirsten Duesberg, Barbara Galmo, Cristina Simonitto. Edizioni L’orto della Cultura.
Questo è un libro necessario nel tempo buio di oggi. Le sue pagine sono infatti luminose.
Si tratta della riflessione che la psichiatria di Udine fa di se stessa mentre lavora. E trova nella cura il paradigma motore e il senso di quello per cui si impegna. La cura. Non a caso le autrici sono donne.
Il libro è uno scorrere di pensiero e di pratiche. Di riflessione teorica e di testimonianza. Le parole che animano l’orizzonte della cura sono speranza, ascolto, accoglienza, responsabilità. Queste parole si fanno realtà viva attraverso la costruzione, sempre in itinere, di un processo di condivisione fra i molteplici operatori della psichiatria. E questo crea le condizioni per stimolare le persone in difficoltà psichica a trovare se stesse e recuperare i motivi profondi della loro soggettività assieme al sentimento dei loro diritti. Il diritto, motivo fondante della civiltà, non è mai acquisito in modo stabile, bisogna affermarlo con lavorio costante giorno dopo giorno. Il libro parla anche della fatica. Della fatica e insieme della gioia, connesse a una psichiatria gentile e forte..
Che altro dire? Non si può non notare che, nel putiferio del mondo, parole come accoglienza, ascolto, coraggio di vedere anche attraverso l’impossibile, condivisione sono possibili. E sono, nello stesso tempo, dei paradigmi a cui guardare per rigenerare la società. Perciò sono paradigmi politici. Da questa psichiatria, e da ognuna delle comunità di cura, essi si affacciano verso il mondo e testimoniano il possibile che si realizza, nell’apertura a forme di esistenza e di responsabilità ricche di senso.
Con il libro “Parole e gesti di cura” è nata una rosa.
Elvia













Questo è un libro che amo.
Qui ci sono pratiche attuate. E intelligenze femminili (ma non solo) generose.
Qui si vede chiaramente come le forme di relazioni tra umani possono avere una configurazione assolutamente diversa da quella dettata da ciò che è stato chiamato “sovranismo psichico” che ora appare come il modello vincente.
Qui sono gettate “le ragioni seminali” di una politica nuova che dovrà necessariamente esserci, per evitare il collasso delle istituzioni e dell’ambiente.
Il soffio di primavera che emana dalle pagine di PAROLE E GESTI DI CURA , la speranza militante che lo anima dalla prima all’ultima pagina, sono tanto più preziose, quanto più il luogo in cui sono collocate le cose del libro, era, prima della legge Basaglia ( e anche un po’ dopo) un manicomio dove si legava la gente , si praticava l’elettroshock e si umiliavano le persone come prassi ricorrente.