
Il Sottosopra della #LibreriadelledonnediMilano cala sul tavolo temi pesanti i cui punti di domanda in questi anni stanno scorticando il muro di omertà patriarcale: prostituzione, utero in affitto, ricatto sessuale alla base del potere degli uomini sulle donne e la discriminazione sul lavoro che perdura nonostante le nostre belle società civili.
L’uso della parola #CIVILTA’ in questo contesto è sembrata indispensabile per tracciare un segno oltre il quale intravedere un altro mondo. Come cambiare la miseria del neutro universale maschile: nominando la parola Civiltà accanto a quei 4 buchi neri, diventa esplosiva, ci butta fuori da essa e soggetta al totale cambiamento.













La parola Civiltà è bella e impegna. Io, Alessandra, mi sono arricchita di voi nel conoscervi.
La posta in gioco in questo momento storico è alta. È necessario essere Autrici di Civiltà e disegnare un orizzonte di senso in cui la vita riprenda a respirare. Altrimenti il neutro (maschile) finisce per fagocitare in sé anche i germogli che , nonostante tutto, esistono. Non dobbiamo permetterlo. Dobbiamo saper essere,sul piano simbolico incruento, come la biblica Giuditta contro il potentissimo Oloferne…
E’ potente l’annuncio del Sottosopra fatto dall’Autrice del Sito, Alessandra De Nardis, e sono d’accordo con Elvia Franco sulla necessità di fare Civiltà.
Ogni intervento mi ha spinta a pensare, a cominciare da “La battaglia della narrazione” di Lia Cigarini. E’ arrivato il momento che diventi Voce il disagio femminile e si riveli la miseria maschile. Sentivo già pronto questo momento quando ha acquistato Voce il disagio di Veronica Lario, un momento deflagrante per la dignità e la grandezza femminile. E’ utile ora ricordarlo perché forse è dall’Italia che è partito l’urlo di dolore femminile più vibrante che trova ora eco nel movimento universale del MeToo.
Quanta miseria maschile affiora nel monologo Le Altre di Alessandra Bocchetti e quanta misericordia femminile. E’ sempre raccapricciante il momento della verità femminile, quando ogni velo che si solleva rivela l’orrore, l’inaudito.
Illuminante anche il pezzo di Giordana Masotto “Il lavoro ha bisogno di femminismo”, un’analisi dello stato delle cose che porta a …….. “ripensare l’economia in chiave postpratriarcale”
“Le parole per dirlo: Born not Made” il testo di Luisa Muraro porta alla luce la necessità di una teoria della libertà femminile.
Tutti inviti a pensare oltre il già pensato e nella direzione del farsi di una differente civiltà.
Un presagio che va al cuore della Realtà.
Vorrei riprendere la riflessione di Admin, perché adesso mi pare di vedere di più di quanto ho visto nel commento precedente.
Da una parte pone le questioni sollevate dal SOTTOSOPRA : cambio di civiltà, punti di vista e di domanda che tratta della necessità di una nuova narrazione, libera dalle strutture concettuali correnti, del lavoro, della prostituzione, dell’ utero in affitto (gpa). Siamo nella dimensione dell’ orizzontalita`, necessarissima , ma non sufficiente. A volte a me sembra che privilengiando la dimensione orizzontale si combatta una guerra di trincea, dove si vuole togliere terreno al “nemico” e riguadagnarlo, se lo si è perso. Ma si resta lì, a vivere la vita sul fronte. Qualche decina di metri quadrati, qualche centinaia?
A questa visione di Sottosopra, manca la trascendenza. Manca l’audacia della verticalità. All’interno della quale anche le sacrosante questioni di Sottosopra entrerebbero in un orizzonte di senso che allarga e approfondisce l’impegno a risolverle.
Questo desiderio di trascendenza, di verticalità è presente in AUTRICI DI CIVILTÀ , che è diventata anche casa mia. Nello stesso definirsi AUTRICI DI CIVILTÀ c’è un salto, un impeto (e questa è già realtà!), bene espresso da Admin quando dice che la parola Civiltà è un segno oltre il quale intravedere un altro mondo, un segno che butta fuori dalla miseria del neutro maschile verso la realizzazione del totale cambiamento. Qui si usa l’espressione “buttare fuori” che sa tanto di parto e di nascita. “Buttare fuori” , andare cioè oltre la datita`, perché oltre la datita` c’è altro che si intravede, e che, a volte è dato anche di vivere.
Quindi c’è SOTTOSOPRA con il suo CAMBIO DI CIVILTÀ e AUTRICI DI CIVILTÀ : una dimensione orizzontale e una verticale. Per metaforizzare laicamente Agostino, dico che vedo una città terrena e una città celeste. Agostino, il figlio di Monica, vedeva l’utilità della prima, ma voleva vivere nella seconda.